Parole in libertà col mal di testa.
Emicrania, la chiamano emicrania crania crania,
l’eco è compreso nel prezzo, ma non lo compri,
è rigorosamente omaggio.
Lo ripagherai dopo coi pensieri ripetuti in ogni ansa,
ansa di illogica parola abortita nel pensiero generante
abortito nel pensiero creativo abortito nel pensiero recidivo
abortito nel pensiero distruttivo,
autodistruttivo, generante, il contrario, degenerante,
gira a destra, allucinazione acustica servita.
SENTO LE VOCI.
Che sia il momento di rendere l’anima a Dio?
Così, senza lacrima di donna e pianto d’infante,
senza candor di accademici camici comici ridicoli medici
in corsie lunghe d’ospedali asettici eppur zeppi di microbi.
CRANIA CRANIA CRANIA.
Il letto rotellato volta a sinistra, allucinazione visiva servita.
VEDO LE OMBRE.
Paura non ho, voglion giocar a carte.
Oltre le punte dei miei piedi si estende l’infinito.
ODDIO SON MORTO,
focalizzo l’alluce destro, pulsa a sinistra qualcosa sopra l’orecchio,
OHIBO’ SON VIVO.
A S P I R I N o qualcos’altro, nomi strani complessi,
verbali amplessi di farmaceutico chimica arroganza.
Sono ormai fuori della stanza, stringendo denti occhi e muscoli facciali,
raggiunger il mobiletto dei medicinali è una battaglia.
Ostacoli spinosi in corridoio, trabocchetti egizi in bagno,
e buon ultima la frana precipitosa di scatole scatoline e scatolette,
anch’esse vinte dall’onnipotente gravità terrestre,
tra esse quella buona per una sana cura al mal di testa.
Il piegamento è straziante, risollevarsi peggio ancora.
Sbattere la testa già dolente sulla porticina ancor aperta un triste dovere.
Eppoi raggiunger la cucina contagiando le piastrelle di follia…
Ma per lor fortuna non hanno testa,
lottare con la pasticca che nel suo recesso vuol rimanere,
forzarne proprio lo sfintere, e cade a terra, magari è l’ultima possibile salvezza.
Altro straziante piegamento, il sangue sà d’essere materia e lo dimostra,
unico encefalico coagulo pulsante.
E finalmente di fresca acqua lo zampillo nel bicchiere,
trangugiar liquido e medicamento, e poi, pazientemente aspettare,
distesi immobili autoannichiliti sfatti e sudati…che passi il tempo
e il principio dimostri finalmente d’essere l’attivo che il foglietto,
detto bugiardello asserisce in grassetto.
Ma dopo un’ora d’attesa inizia un ben altro movimento,
verso il basso localizzato…
AHIME’ vuoi veder che nella foga di lenir il patimento,
invece dell’analgesico il purgante ho ingurgitato?
Di tregenda la notte si colora, meglio finirla qui, che il prosieguo ignoro ancora.