Una doverosa spiegazione:
Il progetto “ 30 danari di dissenso creativo “ deve la sua genesi ad una serie di fatti concatenati, verificatesi in vari periodi, anche distanti nel tempo, ma che alla fine hanno contribuito a demolire dolorosamente quella che era stata fino ad allora la mia percezione del mondo.
Fatti fondamentalmente di ambito lavorativo ed interpersonale, i cui effetti interattivi con la mia esistenza si sono conclamati poco tempo prima, mandando a carte quarantotto tutto quello che pensavo di aver costruito fino a quel momento.
Qualcuno potrebbe definirlo Mobbing, ma sarebbe troppo semplificativo, perché le azioni nefaste hanno avuto più origini, e forse vari incipit, per cui divenne impossibile trovare un colpevole. Quanto piuttosto l'agente nefasto sembrava essere stato un certo sistema nel suo insieme.
In certe grandi aziende, il potere impositivo ha il peso e la consistenza di un macigno granitico, ma quando si tratta di pagare ammenda per gli errori commessi, e visto che le aziende sono fatte da uomini, quindi per definizione perfettibili, di conseguenza gli errori ci sono eccome, ecco che lo stesso macigno muta magicamente la sua struttura in un idrico viscido plasma, incolore, insapore, inodore, capace di evaporare alla minima instabilità, come di scorrere in mille rivoli...in pratica uno scaricabarile senza fine, alla fine del quale ci si ritrova soli, pesti, resi incapaci di reagire dall'inconsistenza dell'opponente.
Almeno ci fosse un capo reale, tangibile, a metterci il muso e beccarsi le ire di ritorno. Invece niente e nessuno. Tanto che i progressi organizzativi consolidatisi negli ultimi anni, hanno ridefinito la figura del capo nelle accezioni di Responsabile, se non Referente, o altrimenti Supervisore, nascondendo nei termini la vera natura della posizione.
E così, anche se si vorrebbe avere ragione del proprio stato da chi ne è stato causa, ecco che scatta la trappola liquida...e per ogni livello gerarchico compare immediatamente un misterico ente superiore, sicuramente a conoscenza del problema. Lo sversamento ha tragicamente inizio.
Quando finalmente ho avuto certezza sulle cause di certe insonnie pensose, dei mancati risvegli mattutini con la netta repulsione alla vita in generale, di quello strano senso di colpevole inadeguatezza che ti pervade il vissuto condizionandoti in negativo ed aprendo le porte alla depressione, non ho potuto far altro che constatare l'impossibilità a reagire.
Inutile iniziare col triste enumero dei dettagli, inutile piangersi addosso, addirittura deleterio reagire violentemente, magari rivolgendosi a qualche struttura per un patrocinio...avrei creato solo imbarazzi e malessere alle persone che loro malgrado mi lavorano accanto, sono riuscito solo ad imbarazzare un “coordinatore” di passaggio, ragazzone dal sorriso sincero con cui in altri ambiti si potrebbe andare a bere la birra al mercoledì, ma tutto il resto andava liquefacendosi, come da didascalia precedente. Nemmeno un vero Capo su cui puntare minacciosamente l'arma a raggi futurcronici che mi porto sempre appresso, premere il pulsante e vaporizzarlo...traendone immenso beneficio nel sapere di aver liberato il pianeta Kaos dal suo tiranno...niente e nessuno, nemmeno per uno sfogo immaginario come questo.
Avrei potuto lasciarmi andare, facendo buon viso a cattivo gioco, innalzando il livello alcolico delle mie serate, passandole poi maniacalmente davanti allo stesso video game per qualche anno, fin che cirrosi non sopravvenga.
Come avrei potuto rinchiudermi nel mio dolore per concludere quindi la mia esistenza in un centro di salute mentale.
A quel punto, veramente doloroso, non vedevo altre vie d'uscita.
Per fortuna sono riuscito a trovare un pertugio tra le righe di quella tragedia trita e ritrita. Una via di mezzo difficile da percorrere, che implicava fondamentalmente il riposizionamento di tutte le mie certezze. Faticoso, molto faticoso.
Da quel percorso nacque poi l'idea dei siti 30 danari di dissenso creativo, inizialmente creati per dar fastidio, una sorta di vendetta fredda e postuma, spiattellando nero su bianco i fatti ed i misfatti, attraverso eloquenti allegorie, arricchite nella versione 2.0 dalle tracce delle possibili vie di fuga, non si sa mai che possano essere d'aiuto a qualcuno. Volutamente non è stato inserito un percorso guidato, dimodo che ognuno ne possa trovare uno proprio...
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30 danari, il prezzo del tradimento.